26.01.2012
Grande scontro ad Egna, dove la capolista riceve l’Appiano, formazione che vuole inserirsi nel duello tra le wild goose e il Milano per la vetta. Nei padroni di casa Stricker è l’unico assente e gioca Pichler tra i pali, negli ospiti mancano i lungodegenti Eisenstecken e Raffeiner. L’inizio è molto equilibrato, ma non ci vuole molto per sbloccare il punteggio: ci pensa l’inarrestabile Campbell, al quale però soli 16 secondi dopo risponde Faggioni per l’1 a 1. Col passare dei minuti il gioco si fa duro e spigoloso, ma è l’Appiano a farsi preferire col passare dei minuti. I pirati riescono anche a passare in vantaggio, grazie a Rottensteiner in power play, e a portarsi alla prima sirena sul 2 a 1. Nel secondo periodo il match rimane sul filo dell’equilibrio, e ci pensa Michael Sullmann ad impattare poco prima della boa di metà partita. Qualche istante dopo in pista scoppia un gigantesco rissone, con gli arbitri che riempiono le panche puniti, e il match prende letteralmente fuoco. L’Egna però ha cambiato decisamente marcia rispetto al primo tempo, e con la marcatura di Ciresa riesce a chiudere avanti alla seconda sirena. Nella terza frazione il match non cambia, e le squadre si danno gran battaglia. Gli ospiti ci provano in diverse occasioni ma non riescono a superare Pichler, mentre l’Egna riesce a trovare il gol dell’allungo: è Pellettier che sigla il 4 a 2 al 49esimo minuto. Nel finale l’Appiano mette letteralmente a ferro e fuoco il terzo dei biancoblù, ma non basta perché la retroguardia delle wild goose regge e arriva il sudato successo per 4 a 2.
Dopo essersi preso lo scalpo dell’Egna nell’ultimo turno, il Merano ospita il Gardena e vuole fare un altro colpaccio tra le mura amiche. Bianconeri con il roster al completo, nei ladini mancano il goalie Grossgasteiger, sostituito da Saurer, Spinell, Wallenberg e Kevin Senoner. Anche questa volta i padroni di casa partono bene, contenendo le sfuriate ladine e facendosi vedere in avanti. La partita si accende di colpo negli ultimi minuti, con il rapido uno-due meranese firmato Wallin e Cainelli, ma a 16 secondi dalla sirena Ivan Demetz dimezza lo svantaggio per gli ospiti. 2 a 1 alla prima sirena. Nel secondo periodo i padroni di casa continuano la loro buona prova, e sfruttano al meglio l’indisciplina ospite: Löfman in doppio power play, e Ansoldi in superiorità singola, insaccano altri due gol ed è 4 a 1 Merano alla seconda pausa. Nel terzo periodo i gardenesi assaltano all’arma bianca la porta di Corsi, ma il Merano riesce a vincere sfruttando la sua arma migliore: davanti alla gabbia viene infatti eretto un muro, e con una difesa molto solida i bianconeri riescono a resistere sino al 60esimo minuto. Arriva dunque la seconda vittoria in fila per il Merano, che coglie tre punti importanti per non perdere terreno dal Pergine e sognare la quinta posizione
L’ex matricola terribile Pergine riceve il Caldaro, ormai quasi matematicamente tagliato fuori dalla lotta playoff. I trentini non schierano Jackson per turnover e non possono contare su Fontanive, Accarino e Tava, ma hanno Marco Insam dal farm team Bolzano. Nei lucci tra i pali il gioiellino Dorfmann, però mancano Rainer, Giovannini e Gius. Bastano 28 secondi ad un Lino De Toni sempre più importante per sbloccare il punteggio in favore del Pergine, ma il Caldaro non molla e prova a rispondere. Partita nervosetta con diverse penalità, e il raddoppio delle linci arriva proprio in chiusura di una superiorità, ancora con De Toni, che firma il 2 a 0 sul quale si va al primo intervallo. Nella frazione centrale i padroni di casa continuano a macinare gioco e occasioni, e allungano dopo nemmeno tre minuti ancora con lo scatenato Lino De Toni, che trova la personale hat trick in inferiorità numerica. Il poker delle linci è invece firmato da Marco Insam, che in doppia superiorità non sbaglia al 25.56 e mette la virtuale parola fine all’incontro già alla seconda sirena. In apertura di ultimo periodo il Caldaro però si sveglia, e con Frei e Hilden dimezza lo svantaggio riaprendo totalmente i giochi. I padroni di casa però non perdono il controllo dei nervi, e con Moren trovano l’allungo decisivo al 56.50, fatto che rende vano l’ultimo gol di Hilden. Finisce 5 a 3 dunque, con tre punti molto importanti per i biancorossi in chiave quinto posto.
Il Milano ospita l’EV Bozen per continuare l’inseguimento alla prima posizione in classifica, e coach Da Rin può contare sul roster al gran completo schierando il giovane Mai tra i pali. Nei bolzanini invece mancano i terzini Lotti e Basso e gli attaccanti Widmann e Rolfini. Inizia il match e i lombardi partono fortissimo, ipotecando il successo e i tre punti dopo nemmeno cinque minuti. Una doppietta di Klouda e un gol di Lutz valgono già il 3 a 0 al 4.52, quindi per il resto dei minuti i rossoblù riescono a controllare il gioco senza rischiare nulla e vanno alla sirena avanti di tre marcature. Nel periodo centrale il Milano non abbassa l’intensità e apre di nuovo il fuoco con Caletti, cui fa seguito poco dopo Harjula con il gol ospite per il 4 a 1. Nella seconda metà di frazione ci pensano però Pikkarainen e Peruzzo, entrambi in power play, ad allungare il vantaggio meneghino sino al 6 a 1 del 40esimo minuto. Nel terzo periodo il match è ovviamente finito, e gli ultimi 20 minuti servono solo per arrivare al definitivo punteggio di 9 a 1: vanno in gol anche Marcello Borghi, Stimpfl e per la seconda volta Peruzzo. Con questa sconfitta si segnala che l’EV Bozen è matematicamente fuori dai playoff, e tra otto giornate chiuderà definitivamente la sua stagione.
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