Strazzabosco : non c'è riconoscenza

 Strazzabosco : non c'è riconoscenza
12.04.2011
nell’Italia che parte per i Mondiali esclusioni eccellenti. Coach  Cornacchia non rilascia dichiarazioni  Strazzabosco: «Non c’è riconoscenza»  Al terzino, Benetti e Miglioranzi costa cara la prolungata festa scudetto dell’ Asiago  


Ancora poche ore: nel pomeriggio di oggi si conoscerà la lista dei 22  che partiranno per Budapest. Nel ritiro di Asiago, però, tiene banco la  clamorosa esclusione di Michele Strazzabosco, cacciato per motivi disciplinari  assieme ai compagni di squadra Enrico Miglioranzi e Federico Benetti. Sull’ argomento coach Rick Cornacchia è super-abbottonato, e alle richieste di  spiegazioni risponde con un sistematico “no comment”. Evidentemente, il coach  azzurro non vuole caricare di tensione l’ambiente di una nazionale che giovedì  mattina partirà per l’Ungheria: lì ci sarà da giocarsi la promozione e un  possibile ritorno nell’élite dell’hockey mondiale. Vale la pena, in ogni caso,  riavvolgere il nastro e ripercorrere le tappe del caso-Strazzabosco, il secondo  di questo movimentato ritiro azzurro apertosi con il “gran rifiuto” di Luciano  Aquino. Dopo aver concesso 5 giorni di riposo ai giocatori dell’Asiago per  smaltire al meglio non solo la stanchezza fisica della serie finale con il Val  Pusteria, ma anche i postumi di quelle feste-scudetto che solo gli hockeisti  riescono a fare, alle 10 di giovedì mattina i neo-campioni d’Italia sono attesi  all’Odegar per il primo allenamento. All’appuntamnto, però, si presentano solo  Daniel Bellissimo, Nick Plastino e Matt De Marchi, tra l’altro esentati dall’ infilare i pattini perchè devono sottoporsi alle terapie per recuperare dai  rispettivi acciacchi fisici. Secondo le ricostruzioni più attendibili, giovedì  mattina Strazzabosco invia un sms a Cornacchia avvisandolo che non potrà essere  all’ allenamento perchè la sera prima c’era stata la cena-scudetto dell’Asiago,  e che lui si assume la responsabilità anche per le assenze di Benetti e  Miglioranzi. Lo staff azzurro, però, non accetta scuse: le regole sono regole,  e da qui non si scappa. Immediata, dunque, scatta la sanzione: l’avventura in  azzurro dei tre asiaghesi finisce prima ancora di cominciare. Strazzabosco si  difende commentando che si aspettava “maggiore comprensione dopo 15 anni in  nazionale”, ma indietro non si torna. L’Italia che affronterà il Mondiale di  Budapest sarà priva di una delle storiche colonne della propria difesa. Ecco il  “codice etico” di Rick Cornacchia, un coach accusato alle volte di essere  troppo “morbido” con i propri giocatori, ma che in questa occasione ha usato il  pugno di ferro. (bolo)

Articolo di MIchele Bolognini
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