di Michele Bolognini
BOLZANO – Siamo salvi, l'Italia è ancora in Gruppo A! L'urlo parte dal cuore della Khodynka Arena di Mosca. Un urlo ricacciato in gola dalla rete-beffa di Darzins a meno di due minuti dal termine dei tempi regolamentari, ma che torna a farsi sentire quando Jason Cirone infila alle spalle di Naumovs. È il 4.10 di un overtime da infarto, e gli azzurri possono finalmente esplodere di gioia. Che impresa questa “piccola” Italia: smentisce le Cassandre che ci davano già per spacciati, fa rimangiare le previsioni a tutti i “soloni” internazionali, e firma una pagina di storia dell'hockey italiano. Non solo ci salviamo, ma evitiamo addirittura il Relegation Round, strappando uno dei primi dodici posti del mondo. Non capitava da Hannover 2001, e ora possiamo gustarci in santa pace, e liberi da ogni tipo di pressione, la seconda fase di questo mondiale, con le sfide impossibili a Russia e Finlandia, e il match tutto da giocare con la Danimarca.
La “piccola” Italia che esulta per il 4-3 rifilato alla Lettonia ha l'espressione soddisfatta di Mickey Goulet, che si scioglie in un sorriso dopo il gol-vittoria di Cirone, ha l'orgoglio di un gruppo più unito che mai, che finalmente può abbracciarsi e ascoltare il proprio inno, gioia riservata solo alle squadre vincitrici. E pazienza se Lefebvre o Signoretti non conoscono una parola della composizione di Mameli, l'importante è onorare la maglia, come tutti, dal primo all'ultimo, hanno fatto.
Sorpresa all'annuncio delle formazioni: non c'è l'atteso Muzzatti, e Goulet dà nuovamente fiducia ad un Günther Hell che si aggiudica a mani basse il derby con il lettone Naumovs, che quest'anno gli aveva soffiato il posto da titolare a Bolzano. Nel primo tempo l'Italia tiene botta, ma dal decimo in poi ha un passaggio a vuoto che paga con il gol in power-play di Darzins, abile a sfruttare un rebound su tiro di Sorokins. L'avvio della seconda frazione è un monologo azzurro: si rivede il vero Lefebvre, che comincia a distribuire dischi, e tutti le linee, quarta compresa, danno il loro contributo. Sulla seconda superiorità del match è Cirone a trovare il pareggio con un'azione quasi fotocopia del gol lettone: il tiro di Lorenzi non è controllato da Naumovs, e il 36enne italo-canadese trova il tocco vincente sul rimbalzo. Il bello, però, deve ancora arrivare: il terzo tempo è infatti un'incredibile concentrato di emozioni. La velocità di Darzins, Daugavins e Redlihs mette spesso in difficoltà la retroguardia azzurra, che trova però in Hell un baluardo insormontabile e anche un po' fortunato. I baltici vanno a segno con Daugavins, lasciato troppo libero nello slot. Sembra finita, ma nel giro di 90 secondi accade di tutto: Ansoldi, con la complicità di Lavins, indovina il tiro del pareggio, e una fucilata al volo di Borgatello manda gli azzurri in paradiso. A riportarci sulla terra ci pensa però nuovamente Darzins, che approfitta di una dormita colossale della coppia Strazzabosco-Lorenzi. In un amen si passa dunque dall'1-2 al 3-3. È overtime. A 50 secondi dalla lotteria dei rigori, Signoretti si inventa poi l'azione della vita: una discesa centrale che attira su di sé la difesa avversaria e libera Cirone. Il passaggio del terzino è perfetto, e l'ex attaccante dell'Asiago non crede ai propri occhi: basta spingere il disco in rete per mandare in delirio l'Italia dell'hockey. Il
prossimo anno, ad Halifax e Quebec City, ci saranno anche gli azzurri.
BOLZANO – Stravolti, ma felici. In casa Italia il clima è comprensibilmente euforico, dall'altra parte, invece, lettoni disperati e sotto shock: la dura legge dello sport, a volte dolcissima, a volte terribilmente crudele. “Oggi abbiamo vinto la nostra medaglia”, è lo slogan di un Rolly Ramoser tornato a grandi livelli, mentre è incontenibile la gioia di Günther Hell, protagonista di un match quasi perfetto. Mai, in un Mondiale Gruppo A, la nazionale aveva vinto un match schierando un portiere nato e cresciuto in Italia, ma Hell non vuol sentire parlare di rivincite contro nessuno, tantomeno contro Naumovs. “Non mi aspettavo neanche di giocare – racconta – ed ero già contento di aver avuto la mia chance contro la Svizzera. Per me, che a livello di club non vinco da troppi anni, è come aver vinto uno scudetto”. “E’ stata una vittoria del cuore – è invece il commento a caldo del pusterese Armin Helfer - ma sono convinto che questa squadra sia più forte di quella dello scorso anno. Oggi abbiamo dimostrato di poter giocare a questi livelli, anche se lo avevamo già fatto con la Svizzera. La Lettonia è una squadra tecnica, che noi tuttavia abbiamo costretto a giocare in maniera differente dalle loro abitudini. Forse sta proprio qui la spiegazione della nostra vittoria”. Un altro che difficilmente si dimenticherà questa giornata è Andrè Signoretti, che racconta così l'azione che ha portato al gol-partita di Cirone: “Ho visto la possibilità di infilarmi in un corridoio, sono andato fino alla porta difendendo il disco, e poi l’ultimo difensore ha cercato di chiudermi verso l’esterno. A quel punto ho visto Jason solo davanti alla gabbia, e sono riuscito a passargli il disco per la rete che ha chiuso la partita. Ora siamo molto più tranquilli, e potremo affrontare i prossimi impegni sicuri di aver raggiunto il risultato che ci eravamo prefissati”.
(bolo)