Robinson è morto di malattia

 Robinson è morto di malattia
14.05.2008
Robinson è morto di malattia
Una patologia genetica al cuore all’origine del decesso

BOLZANO. L’ombra del doping è lavata via dalla memoria di Darcy Robinson. È stata una malattia al cuore di origine genetica ad uccidere il 26enne hockeista italo-canadese dell’Asiago, stroncato da un attacco cardiaco il 27 settembre dello scorso anno durante la partita col Renon. A sette mesi di distanza dalla tragica scomparsa di Robinson sono stati depositati presso la Procura della Repubblica di Bassano i risultati della perizia effettuata dai due luminari dell’Università di Padova, Gaetano Thiene e Sante Ferrara. Gli esami hanno evidenziato una patologia micidiale, la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, conosciuta anche come morte improvvisa del giovane atleta. Secondo alcuni studi eseguiti da un’equipe di ricerca dell’ateneo patavino, è emerso come circa il 20% dei decessi di sportivi sia ascrivibile proprio a questo tipo di patologia. La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è causata da un’alterazione del tessuto muscolare del cuore: in sostanza, in seguito alla morte delle cellule del cuore, il tessuto muscolare viene sostituito da un tessuto grasso, che rende il ventricolo meno elastico e reattivo. La causa di questa patologia è di origine genetica: statisticamente, una persona trasmette la malattia a un figlio su due, con quest’ultimo che ha il 50% di probabilità di vedere la patologia manifestarsi sul proprio fisico. Una percentuale che però aumenta consideravolmente se il portatore del gene pratica attività sportiva, come nel caso, appunto di Darcy Robinson. Durante lo sforzo fisico, infatti, aumenta la quantità di sangue presente all’interno del ventricolo destro e di conseguenza la tensione cui è sottoposta la parete cardiaca: per questi motivi, l’attività sportiva dovrebbe essere accuratamente evitata da parte delle persone affetta dalla cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Il problema è che Darcy Robinson non sapeva di soffrire di questa patologia: non sempre, infatti, questa malattia è riscontrabile da un semplice esame, ed è proprio su questo punto che si concentrerà ora l’attenzione della Procura della Repubblica di Bassano. Bisogna infatti appurare se si siano state intraprese tutte le iniziative volte a evitare una tragedia di questo tipo nel corso della visita di idoneità sportiva, svolta da Robinson proprio pochi giorni prima di scendere sul ghiaccio in quella che sarebbe stata l’ultima partita della sua vita.

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