L' Odegar saluta la Serie A1 2009/2010

 L' Odegar saluta la Serie A1 2009/2010
16.04.2010
La polveriera dell’Odegar saluta il campionato italiano, con il secondo trionfo tricolore dell’Asiago. Successo meritato e frutto di un lavoro lungimirante, impensabile fino a due anni fa. Merito della programmazione e del lavoro certosino, in primis, quello di credere in un gruppo cresciuto celermente e senza smanie di ottenere tutto e subito. La differenza sta tutta qui: sull’Altopiano vicentino hanno fatto le cose perbene, lo scudo e il premio a un progetto fondato su basi solide e condito da tanta costanza. Da evidenziare il nuovo corso di Herrington, coach olimpionico, capace da giocatore di trasformare un miracolo in una medaglia d’oro a cinque cerchi: la filosofia del sergente John ha permesso all’Asiago di trovare, proprio sulla linea del traguardo, quella energia, fisica e mentale, che ha fatto la differenza: lavoro, lavoro e ancora lavoro. Sveglia all’alba e seduta alla sera, tutto l’anno, e chi ha potuto ammirare la carica agonistica della truppa stellata, soprattutto nel corso della finale, forse ha capito da dove è arrivato questo sigillo storico e assolutamente meritato. Parole importanti quelle del presidente Mantovani a fine match: “molti ci hanno snobbati per anni – ha sottolineato l’avocato dell’Altopiano – adesso tutti ci vogliono copiare”. Per il bene dell’hockey nostrano, un saltino in terra vicentina, sull’altopiano, è d’obbligo. Nota dolente di questa finale invece, il Renon eterno incompiuto: sarà un caso, o forse destino, a Collalbo la finale esterna giovedì sera ha sempre portato male. Anche questa volta l’epilogo ha il sapore della beffa o anche della commedia tragicomica. Poco da dire, forse qualcuno aveva pensato di avere vita facile, dopo l’exploit contro un Bolzano, tenuto a galla solo dal cuore e l’orgoglio dei locali e clamorosamente da un folto contingente di stranieri, lontani parenti dall’essere e rappresentare guide e custodi del prestigio e la storia biancorossa. E invece, sui titoli di coda, la storia non è cambiata: addio scudetto e arrivederci al prossimo anno. Il campionato va in letargo, pronto a regalarci ancora emozioni a settembre. Intanto è tempo di riflessioni: per fare bene basta un progetto, tanta volontà e soprattutto pazienza, in quantità industriale. E chisà che Asiago ora non diventi meta di pellegrinaggi. Sarebbe già un piccolo segnale di partenza. Ciao campionato, a presto
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