Finisce con una sconfitta l’avventura azzurra ai Mondiali di Mosca. Dopo le convincenti prestazioni contro le plurititolate Russia e Finlandia, l’Italia dell’hockey cede il passo anche alla Danimarca, formazione considerata maggiormente alla portata di Chitarroni e compagni. L’inizio gara è da dimenticare, con i nostri avversari capaci di capitalizzare al meglio le prime occasioni utili: in poco più di sei minuti, infatti, i danesi infilano per ben tre volte la gabbia difesa da Andrea Carpano, costringendo coach Goulet al prematuro avvicendamento tra i pali; Günther Hell, inizialmente, ricambia la fiducia del tecnico azzurro, chiudendo la porta ai continui attacchi subiti. La seconda frazione propone un’Italia decisamente differente, desiderosa di cancellare la pochezza di opportunità offerte nei primi venti minuti; dopo numerosi tentativi, Giorgio De Bettin, a metà del drittel, punisce per la prima volta Hirsch, e, cinque minuti più tardi, è Rolly Ramoser ad insaccare il secondo disco per gli azzurri. Quando la rimonta sembra ormai compiuta, il Blue Team sprofonda un’altra volta, regalando la terza frazione ai propri avversari: la Danimarca ringrazia, ipotecando il successo finale con Olsen, prima, e Christiansen, poi. La prestazione odierna non cancella di certo il buon mondiale degli atleti azzurri, che, però, non sono riusciti a mettere la classica “ciliegina sulla torta”: poco male, comunque, l’anno prossimo anche l’Italia partirà per il Canada e questo è quello che importa davvero.