Dal quotidiano Alto Adige : É l’americano DiLauro il pezzo pregiato della difesa del Bolzano

 Dal quotidiano Alto Adige : É l’americano DiLauro il pezzo pregiato della difesa del Bolzano
07.07.2009
É l’americano DiLauro il pezzo pregiato della difesa del Bolzano
BOLZANO.

I campioni d’Italia battono un colpo in difesa. Ed è un colpo a sorpresa. Sembrava tutto pronto per lo sbarco in biancorosso di Trevor Johnson, ma la trattativa è saltata per poche migliaia di euro. E allora il presidente Dieter Knoll ha deciso di “regalare” al Bolzano un altro terzino con passaporto italiano. Si tratta del 30enne Ray DiLauro (compie gli anni tra una settimana), che già la scorsa estate fu piuttosto vicino a vestire la maglia biancorossa. Potenzialmente si tratta di uno dei terzini più “dominanti” dell’intero campionato. Presenza fisica, ottima uscita di zona, incisività nei power-play, bella legnata dalla linea blu. Su DiLauro pesa però qualche deficit di concentrazione e continuità di rendimento che ne ha probabilmente limitato la carriera a più alti livelli. Dopo l’Ncaa con la St. Lawrence University, il difensore italo-americano nato a Bensalem, in Pennsylvania, si è macinato tanta East Coast Hockey League (nel 2005 miglior difensore di tutto il campionato) e un po’ di Ahl. La sua avventura europea è cominciata tre anni fa a Krefeld, ed è proseguita a Duisburg e Linz, sempre con numeri più che positivi. Con l’ingaggio di Ray DiLauro si è praticamente completato il reparto arretrato dei campioni d’Italia, che possono contare anche sullo svedese Wilde e sugli italiani Borgatello, Egger e Florian Ramoser. L’unica firma che manca, ma dovrebbe trattarsi di una formalità, è quella del giovane David Ceresa. Lasciano i biancorossi, invece, i giovani Andreas e Anton Bernard, che andranno a farsi le ossa, rispettivamente, in Finlandia (giovanili del SaiPa Lappeenranta) e negli Stati Uniti (Valley Jr. Warriors, nella Eastern Junior Hockey League). A tenere banco, però, è ancora il rebus-allenatore. Con Jari Helle sempre più lontano da Bolzano, la rosa sembra ristretta a tre nomi: Scott Beattie, Dave Baseggio e Sergio Momesso. Il primo è sponsorizzato con forza da una parte della dirigenza: a favore dell’ex attaccante biancorosso giocano carisma e mentalità vincente, mentre “rema contro” la poca esperienza come uomo di panca. Un’alternativa più che appetibile è rappresentata da Dave Baseggio, anche lui con un passato a Bolzano come giocatore (’93-’94): il 41enne di Niagara Falls ha allenato a Charlotte (Echl) e a Bridgeport (Ahl). Momesso, invece, che nell’anno del primo lock-out Nhl giocò con i Devils, è reduce da una stagione conclusa sulla panchina degli Hamilton Bulldogs (Ahl) come assistant coach.


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